a sedici anni in una prestigiosa pasticceria di Lugano. Era già assai alto di statura e dinoccolato. I compagni di apprendistato lo soprannominarono lunghezza (sarà più tardi anche campione sportivo di canottaggio con i colori della Canottieri Adda). Si sposò nel ‘26 con Adele Dossena, che per lunghi anni sarà una importante presenza all’interno della pasticceria, governando banco, cassa... e clienti: li sapeva tenere a posto in modo scherzoso ma fermo, le piaceva tanto conversare con le signore e, soprattutto, festeggiare i bambini. Tano, capace di affetti familiari profondi fino alla tenerezza, pronto all’ira e al rabbuffo (gli avevano appioppato il nomignolo di sbruffi) era nello stesso tempo aperto e disponibile a tutte le iniziative generose e mostrò sempre particolare sensibilità – lui privato di entrambi i due figli che ebbe – per gli orfani e per il loro Istituto, da lui ricordato anche nel testamento. Con la sua fama di artista del dolce contribuì a diffondere l’anima e il sapore di Lodi: i suoi cannoli al mascarpone, elaborati con la collaborazione dell’altro illustre gastronomo, Fiorenzo Bergamaschi, furono serviti al pranzo nuziale dell’allora principe ereditario. La sua figura alta e slanciata, e la sua voce robusta, sotto le ogive di Palazzo Vistarini avvolte della fragranza delle paste appena sfornate, davano l’impressione di trovarsi di fronte a una presenza radicata, a una espressione tipica e rappresentativa dell’anima lodigiana. Gaetano muore il 23 gennaio del 1971, lasciando in eredità una messe di ricette e di specialità dolciarie. L’eredità è o r a raccolta da una seconda dinastia familiare, quella dei Bogoni, che con sapienza e innovazione è meritatamente artefice del successo di oggi.
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